In aumento ad agosto infortuni e casi mortali in itinere

9 Ottobre 2025
INAIL ha pubblicato i dati relativi alle denunce di infortunio sul lavoro relativi al mese di
agosto. Dall’analisi emerge – rispetto ai primi otto mesi del 2024, per la modalità in occasione di
lavoro una diminuzione degli infortuni (-1,6%) e dei decessi (-3,0%), per la componente in itinere
si registra un incremento delle denunce di infortunio (+1,0%) e dei casi mortali (+8,8%).

INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei
primi otto mesi del 2025 sono state 271.976, in diminuzione dell’1,6% rispetto alle 276.342 del
pari periodo 2024, del 3,2% rispetto al 2023, del 30,5% rispetto al 2022, del 4,3% sul 2021, del
10,5% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica, e in aumento dell’1,6% sul 2020.

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con
ultimo aggiornamento agosto 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di
lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia
un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.317 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni
100mila occupati Istat di agosto 2019 alle 1.125 del 2025, con un calo del 14,6%. Rispetto ad
agosto 2024 la riduzione è del 2,0% (da 1.148 a 1.125).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate
(al netto degli studenti) è passata dall’83,0% del 2019 all’81,5% del 2025 (è stata dell’81,9% nel
2024).

Ad agosto di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un -1,5% nella
gestione Industria e servizi (dai 248.848 casi del 2024 ai 245.058 del 2025), un -3,2% in
Agricoltura (da 16.043 a 15.525) e un -0,5% nel Conto Stato (da 11.451 a 11.393).

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per i decrementi i
Servizi di supporto alle imprese (-4,9%), il Trasporto e magazzinaggio (-3,0%) e il comparto
Manifatturiero (-2,9%), e per gli incrementi le Costruzioni (+2,4%), il Commercio (+1,4%), la
Sanità e assistenza sociale e le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+0,2%
entrambe).

L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-3,7%), nelle Isole
(-1,4%), al Sud e nel Nord-Est (-1,3% ciascuna) e un aumento al Centro (+0,8%). Tra le regioni con
i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-4,9%), la Toscana (-4,4%), la Campania
(-4,3%), la Lombardia e la provincia autonoma di Trento (-3,9% ciascuna), mentre per gli incrementi
il Lazio (+9,9%), la provincia autonoma di Bolzano (+5,3%), la Basilicata (+1,7%), il Molise
(+0,6%) e il Veneto (+0,2%).

La diminuzione delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è
legata solo alla componente maschile, che registra un -2,5% (da 189.878 a 185.218 casi)

contro un +0,3% di quella femminile (da 86.464 a 86.758). In flessione le denunce dei lavoratori
italiani (-2,6%) al contrario di quelle degli stranieri (+1,8%). L’analisi per classi di età mostra
un calo nella fascia che va dai 15 ai 59 anni (-2,7%) e aumenti per gli over 59enni (+5,9%).

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti)
presentate entro il mese di agosto 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 488, 15 in
meno rispetto alle 503 registrate nel 2024, 10 in meno sul 2023, sette in meno sul 2022, 132 in
meno sul 2021, 195 in meno rispetto al 2020 e quattro in meno rispetto al 2019.

Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli
occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 2,13 decessi
denunciati ogni 100mila occupati Istat di agosto 2019 a 2,02 del 2025 (-5,2%) e diminuisca del 3,3%
rispetto ad agosto 2024 (da 2,09 a 2,02).

L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi
denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 72,0% del 2019 al 72,4% del 2025 (è stata del
74,6% nel 2024).

Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 427 a 417 denunce mortali,
l’Agricoltura, da 70 a 68 casi, e il Conto Stato da sei a tre. Dall’analisi territoriale emergono
decrementi nel Nord-Ovest (da 127 a 121), nel Nord-Est (da 113 a 106), al Centro (da 101 a 91) e
nelle Isole (da 56 a 54), e aumenti al Sud (da 106 a 116). Tra le regioni con i maggiori aumenti si
segnalano Veneto (+21), Piemonte (+7), Liguria (+6), Marche, Toscana e Campania (+5 ciascuna),
mentre per i cali più evidenti Emilia Romagna e Lazio (-20 entrambe), Lombardia (-17) e provincia
autonoma di Trento (-4).

Il calo rilevato nel confronto dei periodi gennaio-agosto 2024 e 2025 è legato sia alla componente
femminile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 31 a 26, sia a quella
maschile, da 472 a 462. Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 383 a 380) e quelle
degli stranieri (da 120 a 108).

L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce in particolare nelle fasce: 45-59
anni (da 239 a 263 casi) e 25-29 anni (da 15 a 17). Riduzioni tra i 20-24enni (da 23 a 14), tra i
30-44enni (da 84 a 76) e tra gli over 59 (da 137 a 110).

INFORTUNI IN ITINERE

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto
di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di agosto 2025 sono stati
61.799, in aumento dell’1,0% rispetto ai 61.192 del 2024, del 6,3% rispetto al 2023, del
13,9% sul 2022, del 36,8% sul 2021, del 64,4% sul 2020, e in calo dello 0,6% rispetto al 2019.
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è
passata dal 17,0% del 2019 al 18,5% del 2025.

Ad agosto di quest’anno il numero delle denunce di infortuni ha segnato un +1,2% nella gestione
Industria e servizi (dai 55.027 casi del 2024 ai 55.703 del 2025), un +7,2% in
Agricoltura (da 1.020 a 1.093) e un -2,8% nel Conto Stato (da 5.145 a 5.003).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+4,0%), al Sud (+2,7%), nel
Nord-Est (+2,5%) e nel Nord-Ovest (+0,8%), e riduzioni al Centro (-2,2%). Tra le regioni con i
maggiori incrementi dei casi si segnalano l’Emilia Romagna (+564), la Campania (+216),

la Lombardia (+195) e la Sardegna (+107), mentre i decrementi più rilevanti si registrano in
Veneto (-252), Umbria (-220), Lazio (-153) e Liguria (-105).

L’incremento che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata sia alla componente femminile,
che registra un +1,4% (da 29.158 a 29.558 casi), sia a quella maschile con un
+0,6% (da 32.034 a 32.241). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+4,2%) e quelle degli
italiani (+0,1%). L’analisi per classi di età mostra decrementi nella fascia 40-49 anni
(-3,6%) e per gli over 69 anni (-7,5%), e incrementi per gli under 40 anni (+1,8%) e tra i 50-
69enni (+2,9%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025,
pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 186, 15 in più rispetto alle 171 registrate nel 2024
(+8,8%), ma cinque in meno rispetto al 2019 (191). L’incidenza di tale tipologia di denunce sul
complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 28,0% del 2019 al 27,6%
del 2025 (è stata del 25,4% nel 2024).

L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 148 a 175 denunce
mortali, mentre l’Agricoltura scende da 15 a 10 e il Conto Stato da otto a una. Dall’analisi
territoriale emergono incrementi nel Nord-Est (da 35 a 49 denunce), al Centro (da 32 a 41) e nelle
Isole (da 17 a 18), e cali nel Nord-Ovest (da 55 a 47) e al Sud (da 32 a 31).

L’incremento rilevato nel confronto tra il 2024 e il 2025 è legato sia alla componente maschile, le
cui denunce mortali in itinere sono passate da 147 a 157, sia a quella femminile, da 24 a 29.
Aumentano le denunce dei lavoratori italiani (da 137 a 146) e degli stranieri (da 34 a 40).

INFORTUNI DEGLI STUDENTI

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese
di agosto 2025 sono state 50.232, in aumento del 2,5% rispetto alle 49.020 del 2024. Delle oltre
50mila denunce di infortunio, 1.229 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi per le
competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), in riduzione dell’11,1% rispetto al 2024.

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,1% del totale delle denunce
registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+2,3% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il
58% gli studenti (+2,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto
quelli dai 15 anni in poi.

La Lombardia è la regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale; +4,4% sul 2024),
seguita da Veneto (13%; +10,8%), Emilia-Romagna (12%; -1,0%) e Piemonte (10%;
+4,4%). Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli
studenti delle scuole non statali e private.

I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di agosto 2025 risultano essere sette contro i
sei del 2024, ma si ricorda che i dati sono provvisori, soggetti ai tempi di trattazione delle
pratiche, soprattutto ai fini del loro riconoscimento.

MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi otto mesi del 2025 sono
state 64.118, 5.261 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+8,9%). L’aumento è del 32,2% sul
2023, del 62,9% sul 2022, del 75,7% sul 2021, del 131,0% sul 2020 e del
56,3% sul 2019.

I dati rilevati ad agosto di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle
gestioni Industria e servizi (+9,0%, da 48.781 a 53.186 casi), Agricoltura (+8,8%, da 9.588 a
10.427) e Conto Stato (+3,5%, da 488 a 505). L’aumento interessa il Sud (+20,8%), il Nord- Ovest
(+14,6%), il Nord-Est (+5,3%) e il Centro (+5,1%). In calo le Isole (-6,9%).

In ottica di genere si rilevano 3.957 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da
43.535 a 47.492 (+9,1%), e 1.304 in più per le lavoratrici, da 15.322 a 16.626 (+8,5%). L’aumento
ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 53.868 a 58.270 (+8,2%), sia
quelle degli stranieri, da 4.989 a 5.848 (+17,2%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e
dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi otto mesi del 2025, le prime tre
tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema
respiratorio.

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