Contenzioso RCA: cosa rivela davvero l’analisi IVASS
Data articolo
30/03/2026
Abstract / introduzione
Il Bollettino IVASS sul contenzioso R.C. Auto/natanti 2024 segnala una riduzione delle cause pendenti (-12,7% sul 2023, -18,7% sul 2020), ma sotto la superficie emergono tre criticità strutturali: il contenzioso eccessivo delle imprese SEE non vigilate da IVASS, una percentuale di soccombenza del 22,9% per le compagnie, e profonde asimmetrie territoriali tra Milano, Roma e Napoli, dove il ricorso al giudizio sembra strumento di prima linea per contenere le richieste. La riduzione è in parte effetto della “Legge Cartabia” e del decreto correttivo 2024, ma non basta a definirsi soddisfacenti.
Meno cause pendenti, ma emergono tre criticità strutturali: imprese non vigilate, alta soccombenza e profonde asimmetrie territoriali.
La scorsa settimana IVASS ha pubblicato il Bollettino Statistico sul “Contenzioso assicurativo nel comparto R.C. Auto natanti 2024”. L’ultima rilevazione risaliva al 2020 e IVASS precisa che non sono disponibili i dati 2021‑2023, senza chiarirne il motivo. Il confronto, quindi, può essere sviluppato solo con l’esercizio 2020.
LA SINTESI. I commenti si sono concentrati sul calo delle cause pendenti a fine 2024 (-12,7% sul 2023, -18,7% sul 2020). Quasi il 30% delle cause pendenti a fine anno sono state promosse nel 2024; il riservato medio è contenuto (€ 25.545), il riservato totale ammonta a 4,5 miliardi di euro; si registra una concentrazione del contenzioso al Sud con un riservato medio inferiore al resto del Paese. IVASS giustifica la riduzione con la “Legge Cartabia” (deposito e pagamento anticipato del Contributo Unificato) e con il decreto correttivo 2024, che hanno ridotto le “cause fantasma”.
MA I NUMERI CI SODDISFANO? La rilevazione presenta tre dati su cui riflettere: il contenzioso delle imprese non vigilate da IVASS, decisamente elevato; la percentuale di cause chiuse con esito negativo per le imprese (oltre il 20%); il confronto fra Milano, Roma e Napoli, di difficile giustificazione. Le “imprese non vigilate” sono le imprese SEE operanti in Italia in regime di stabilimento o l.p.s., vigilate dall’autorità del loro Stato d’origine.
IL CONTENZIOSO DELLE IMPRESE NON VIGILATE. La dinamica del contenzioso è meno “virtuosa” rispetto alle vigilate: velocità di eliminazione 30,9% vs 26,0%; run‑off all’84,1% per le vigilate e al 99,5% per le non vigilate (lo stock pregresso resta congelato); turn‑over 62% vs 103,7% (per le non vigilate il flusso in entrata supera quello in uscita). Eppure al 31/12/2023 le imprese SEE in stabilimento e l.p.s. rappresentavano il 13% del portafoglio premi RCA. La rilevazione IVASS sui reclami RCA 2024 indica 11.326 reclami su 50.587 totali riferiti a imprese non vigilate; nel I semestre 2025 sono 6.822 su 25.255 reclami, con netta tendenza in aumento. Si delineano di fatto due categorie di danneggiati: quelli che si rivolgono a imprese vigilate, tendenzialmente più tutelati, e quelli che hanno a che fare con imprese non vigilate, spesso costretti a reclami e contenziosi.
LA PERCENTUALE DI ESITO NEGATIVO. Sul contenzioso civile di primo grado emerge un’elevata percentuale di cause chiuse con transazione, che induce a interrogarsi sull’efficacia degli strumenti ADR. Sarà interessante verificare se nel 2026 l’introduzione dell’Arbitro Assicurativo riuscirà a mitigare il contenzioso, anche se il limite di valore a € 2.500 ne riduce l’impatto. La seconda osservazione riguarda la percentuale di cause chiuse con sentenza sfavorevole alla Compagnia: 22,9%. In Trentino‑Alto Adige si arriva al 33,6%, dato difficilmente spiegabile se non ipotizzando strategie difensive particolari.
MILANO, ROMA E NAPOLI A CONFRONTO. La Tav. C1 IVASS mostra differenze marcate non giustificate dal parco veicolare 2024 (ACI): provincia di Milano 2.476.390 veicoli (di cui 1.854.745 autovetture), provincia di Roma 3.750.007 (2.883.714 autovetture), provincia di Napoli 2.539.516 (1.891.377 autovetture). Le transazioni in corso di giudizio a Napoli rappresentano il 47,5% delle cause chiuse, a Milano il 42,5%, a Roma il 38,3%: emerge una strategia liquidativa che usa il contenzioso come primo argine alle richieste della controparte.
CONCLUSIONI. La riduzione delle cause pendenti è un segnale positivo, ma non basta a oscurare il peso anomalo del contenzioso delle imprese non vigilate, l’elevata percentuale di soccombenze delle Compagnie e le profonde asimmetrie territoriali. L’Arbitro Assicurativo da solo difficilmente potrà incidere: serve un intervento sulla qualità della gestione dei sinistri, sulla coerenza delle strategie difensive e sulla tutela uniforme dei danneggiati. Il contenzioso non è solo un indicatore statistico: è il punto di incontro – o di scontro – tra cittadini, imprese e sistema regolatorio.
© Riproduzione riservata