Mercato RCA 2019-2024: premi in aumento, margini in affanno e un mercato sempre più polarizzato
Data articolo
16/04/2026
Abstract / introduzione
Il Bollettino IVASS sul comparto auto, pubblicato il 10 aprile 2026, restituisce un mercato che cresce in raccolta ma vede peggiorare i margini tecnici. Nel 2024 il loss ratio sale al 79,9%, il combined ratio di bilancio supera quota 100 (100,4%) e il risultato tecnico scende a 362 milioni. La frequenza sinistri è stabile al 4,97%, ma il costo medio sale a 5.422 euro (+6,8%). Le imprese SEE consolidano la propria presenza al 14,9% di quota, accentuando concorrenza e pressione sui premi. Le grandi compagnie reggono, le medio‑piccole soffrono: la profittabilità del ramo resta appesa alla gestione finanziaria.
Il quadro che emerge dal Bollettino IVASS è quello di un mercato che corre, ma senza un reale miglioramento strutturale: i premi aumentano, i costi crescono più velocemente e la profittabilità resta appesa alla gestione finanziaria.
Il Bollettino statistico IVASS sulla “Attività assicurativa nel comparto auto”, pubblicato il 10 aprile 2026, offre una fotografia nitida dell’evoluzione del ramo RC Auto nel 2024. Un anno che non rappresenta una rottura, ma piuttosto la prosecuzione di un’onda lunga iniziata già nelle stagioni precedenti: più operatori, più concorrenza, più pressione sui margini. La presenza delle imprese SEE continua a rafforzarsi: in stabilimento e in l.p.s. raggiungono una quota del 14,9%, in crescita rispetto al 13% del 2023. Il mercato italiano è sempre più aperto, contendibile e competitivo.
Gli andamenti tecnici sono positivi grazie alla gestione finanziaria, con un peggioramento del risultato tecnico (362 milioni a fronte dei 581 del 2023), correlato al peggioramento del loss ratio dal 78,7% al 79,9%. Frequenza sinistri stabile al 4,97% e costo medio in aumento a 5.422 euro (+6,8%). L’incremento dei costi medi è principalmente riconducibile alle pressioni inflattive dal secondo semestre 2021 su spese di riparazione, ricambi e costi di liquidazione; nel primo semestre 2025 si osserva un’ulteriore accelerazione (+5,9% su base annua), trainata dall’aumento del riservato medio (+6,6%).
UN COMBINED RATIO ANCORA SOPRA QUOTA 100. Combined ratio di bilancio in leggero aumento al 100,4% dal 99,4%; combined ratio di esercizio in calo al 102,9% dal 105,9%, trainato da crescita dei premi superiore all’aumento dell’onere per sinistri e da un expense ratio sceso al 20,3% (provvigioni 52%, altre spese di acquisizione 20,4%, amministrazione 27,6%).
Dalla Tav. 29 del Bollettino emerge che il saldo tecnico al lordo della riassicurazione passa da −96 a −219 (peggioramento di 123 milioni). Premi di competenza +906 milioni (+7,5%), sinistri +867 milioni (+9,2%), spese di gestione +121 milioni (+4,8%). I sinistri crescono più dei premi, assorbendo il beneficio della raccolta. Il gap fra “oneri relativi ai sinistri” e “sinistri dell’esercizio” passa da 729 milioni (2023) a 319 (2024), interrompendo la tendenza in salita dal 2021: il 2024 “soffre” meno per la componente riserve, presumibilmente per un run‑off più favorevole e minori accantonamenti aggiuntivi.
FASCE DI MERCATO. Sulle imprese ordinate per dimensione si nota una netta differenza: le grandi imprese tengono un profilo prudente (s/p 77,8%, sviluppo riserve −1,7% nel 2024 vs −6,0% nel 2023), mentre le medio‑piccole (100‑250 mln di premi) passano da −8,7% (2021) a −0,2% (2024), un’evoluzione coerente con una politica di riservazione più fine e meno margini per ampie sovra‑riservazioni. Nel 2024 le imprese medio‑alte (250‑500 mln) si allineano alle grandi in una sorta di “comfort zone”, mentre le altre presentano andamenti negativi.
LE FASCE DI MERCATO. Nel 2024 le 37 imprese italiane ed extra SEE vigilate IVASS raccolgono 13 miliardi di euro (+6,5%), pari al 31,7% della raccolta danni. Le SEE in stabilimento e l.p.s. salgono al 14,9% di quota. La Tav. 3 mostra come 25 imprese, complessivamente, non siano performanti. La lettura va incrociata con la Tav. 4: alcune imprese di fascia bassa appartengono ai grandi gruppi.
CONCLUSIONI: UN EQUILIBRIO SEMPRE PIÙ DIFFICILE. Le compagnie a canale tradizionale presentano un combined ratio migliore (102,2%) rispetto alle dirette (110,7%): le dirette hanno dovuto adeguare i premi 2024 con incrementi importanti per recuperare oltre 10 punti. La dimensione del portafoglio premia i grandi: lo scarto di circa 10 punti di rapporto sinistri/premi non può essere recuperato lato sinistri e l’aumento tariffario è limitato dalla concorrenza. Diventa quindi indispensabile una selezione più rigorosa del portafoglio e dei rischi nuovi: lo sconto tattico funziona solo se il premio in corso presso il concorrente è superiore al premio tecnico necessario, altrimenti diventa un “buco nero”. Le imprese in l.p.s. ricadono nella fascia sotto 100 milioni di premi e si scontrano con la difficoltà di profittabilità del segmento.
Il mercato corre, ma senza un reale miglioramento strutturale: i premi aumentano, i costi crescono più velocemente, la profittabilità si regge sulla gestione finanziaria. Senza un cambio di passo su selezione del rischio e disciplina tariffaria, il ramo rischia di restare intrappolato in una redditività sempre più compressa. Sulla domanda incide infine il cambiamento del cliente retail: una quota crescente di automobilisti, soprattutto giovani e urbani, si orienta verso il noleggio a lungo termine, percepito come soluzione semplice e “senza pensieri”, particolarmente nel caso dei veicoli elettrici, dove neutralizza incertezze su valore residuo (batteria) e manutenzione. Questo riduce la platea di clienti retail “puri” e concentra la competizione su un segmento più ristretto.
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