Festival delle Assicurazioni 2024: Auto elettriche, ma quanto ci costano tra premi e costi di riparazione?

8 Ottobre 2024
La strada verso la motorizzazione elettrica unica per il 2035 voluta, tra le altre iniziative,
dalla UE nel 2019 con l’adozione delle iniziative legate al Green Deal e che veniva ritenuta
ormai una irreversibile (ma ragionevole?) certezza, sembra invece essere sempre più irta di
problemi ed ostacoli, anche se molti rimangono fermi nel confermare le date del percorso
segnato per la transizione verso lo stop, nei tempi previsti, della vendita di veicoli a
combustione interna.
Quella marcia che fino a qualche tempo fa appariva procedere come il meccanismo di un
orologio svizzero, sta in realtà incontrando complicazioni ed impacci sempre più pesanti e
problematici, forse con troppa leggerezza e frettolosità non previsti o non adeguatamente
valutati nelle stanze di Bruxelles, che nei fatti frenano il mercato delle auto green.
Non tutti, Italia in primis con le iniziative del ministro Urso e le dichiarazioni del presidente di
Confindustria, sono così certi che le date previste siano realizzabili senza sacrifici enormi di
occupazione, ma altri, come la Germania alle prese con la sua prima crisi dell’industria
automobilistica, rimane ferma nelle date del 2026 come prima revisione del percorso e del 2035
come stop definitivo al termico.
Sono due i fronti principali che stanno minando le certezze sulle auto elettriche:
– da un lato il calo generalizzato delle immatricolazioni di auto nuove in tutto il 2024,
fortemente accentuato a luglio, agosto e settembre, con le auto elettriche in particolare affanno
che in UE realizzano ad agosto il -49,3% rispetto all’anno precedente, e con Germania e Francia
che risentono dei maggiori cali soprattutto in mancanza di incentivi. L’Italia non sta meglio, le
elettriche salgono un po’ ma rimangono con una quota di mercato risicata intorno ad appena il
5%, con le ibride che aumentano la loro, le gpl in forte rispolvero e le benzina con una tenuta
sostanziale e le diesel che esprimono sostanziali flessioni;
– dall’altro lato, ma parallelo se non concausa del primo, si erge il fronte dello scetticismo su
certe scelte politiche, ma anche quello della concretezza, aspetti che contraddistinguono invece
i consumatori di fronte alle imposizioni green della UE i quali si fanno – ovviamente –
coinvolgere nella fase di acquisto da motivazioni meno che mai peregrine o infondate:

• prezzi delle auto elettriche troppo alti, il 20% in più rispetto in media alle corrispondenti
termiche uniti all’assenza di incentivi, venuti meno o esauriti in molti paesi, mentre si fa
insistente la concorrenza dei veicoli cinesi, che hanno prezzi particolarmente ridotti rispetto
a quelli occidentali, ma sembra che non riscuotano la stessa fiducia in qualità ed assistenza e
che entro fine ottobre potrebbe essere inoltre soggetta a pesanti dazi;
• scarsa autonomia dei veicoli elettrici combinata con difficoltà di ricarica sia per la scarsa
diffusione degli impianti relativi che per i tempi lunghi per la sua effettuazione, il che si
concreta nella c.d. “ansia da ricarica”, mentre i veicoli con autonomie più alte hanno peraltro
prezzi proibitivi per la classe media;
• incertezza sui costi di ricarica su strada ancora abbastanza variegati ed elevati, specie se
non si ha un abbonamento o se si vive in un condominio e non si dispone di ricarica
casalinga specie se collegata ad un impianto di auto-produzione ed accumulo;
• mancanza di dati certi sul degrado delle batterie con il timore di doverle sostituire a
proprio carico, incendi che risultano difficili da controllare ed estinguere, alta svalutazione
dell’usato e difficoltà di rivendita: tutto ciò almeno sino a quando tutti questi problemi
non saranno superati con il passare del tempo;
• infine, ma assolutamente non ultimo, un aspetto molto concreto che rende dubbiosi i
consumatori in fase di acquisto contribuendo a frenare le loro scelte green è quello dei costi
dei premi assicurativi e di quelli di riparazione, aspetto che non ha meno impatto di
tutto quanto innanzi e rispetto al quale i ns ospiti, moderati dal sottoscritto, cercheranno di
darci il quadro più reale possibile della situazione. Non tutti i consumatori possono
aggiungere il prezzo della garanzia kasko alla propria polizza, laddove la maggior parte dei
veicoli in vendita è infarcita di alta tecnologia, soprattutto nella parte anteriore, e il valore
delle batterie e dei relativi accessori nei mezzi elettrici è pari al 40% dell’intero veicolo e se
occorre sostituirli, ma non solo, i costi si impennano verticalmente e se la responsabilità del
danno è dello stesso conducente, qualche dubbio è legittimo. E’ stimato che la riparazione di
un veicolo elettrico, rispetto ad un omologo termico, costi dal 20% e.a. in più, per le auto
piccole tipo city car, fino a quasi il 50% in più per auto grandi e SUV: ricambi, manodopera,
operazioni di messa in sicurezza e tempi tecnici tempi di necessario fermo più lunghi di un
veicolo termico. Negli USA una garanzia annuale supplementare sui veicoli elettrici usati di
un noto marchio costa il triplo di quella di un corrispondente veicolo termico (fonte
Warrantywise).
Questi i temi che domani 9 ottobre dalle 14,30 alle 16,00, nel panel “Vetture elettriche: ma
quanto ci costano! Tra premi e costi di riparazione” all’interno del Milano Festival delle
Assicurazioni e della Previdenza 2024, saranno approfonditi dai relatori, moderati da Filippo De
Bellis: Piergiorgio Beccari presidente di A.D.I.R.A.; Davide Galli presidente di Federcarrozzieri;
Dino Anversa responsabile Lombardia di A.I.P.E.D.; Alberto Viano presidente di A.N.I.A.S.A. e
Direttore Generale di UnipolRental.
L’evento potrà essere seguito Live su Class Cnbc (Sky 507), in streaming su milanofinanza.it e
italiaoggi.it e in Diretta Linkedln su MilanoFinanza.

 

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