Il servizio sanitario in agonia, 4,5 milioni di italiani rinunciano alle cure: il rapporto Gimbe

di Valentina Arcovio

Il settimo rapporto appena presentato a Roma: la Sanità è la vera emergenza nazionale
08 OTTOBRE 2024 AGGIORNATO ALLE 16:12

Tra carenza di personale, liste d’attesa infinite, pronto soccorsi sovraffollati e un inaccettabile divario tra Nord e
Sud, il nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn) è vicinissimo a esalare il suo ultimo respiro. L’inevitabile
conseguenza è che le persone che alla fine potranno curarsi sono quelle che potranno farlo di tasca propria. Già
oggi sono 4,5 milioni gli italiani che rinunciano alle cure, in barba ai principi di universalismo ed equità che in
passato hanno fatto del nostro Ssn un modello da seguire. Più che un documento sullo stato di salute della sanità
pubblica italiane, il settimo Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale della Fondazione Gimbe, appena
presentato a Roma, è una sorta di autopsia
Ssn in emergenza
“Oggi la vera emergenza del Paese è il Servizio Sanitario Nazionale”, conferma Nino Cartabellotta, presidente
della Fondazione Gimbe. I numeri sono impietosi: un divario della spesa sanitaria pubblica pro capite di 889 euro
rispetto alla media dei paesi OCSE membri dell’Unione Europea con un gap complessivo che sfiora i 52,4 miliardi
di euro; la crisi motivazionale del personale che abbandona il Ssn; il boom della spesa a carico delle famiglie
(+10,3%); quasi 4,5 milioni di persone che nel 2023 hanno rinunciato alle cure, di cui 2,5 milioni per motivi
economici; le diseguaglianze regionali e territoriali; la migrazione sanitaria e i disagi quotidiani sui tempi di
attesa e sui pronto soccorso affollati. “La tenuta del SSN è prossima al punto di non ritorno”, sottolinea
Cartabellotta.

 

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